Progetto DriWiDri

Applicazione dell’elettronica programmabile (Arduino) tramite trasduttori alla mobilità senza driver

Verso una didattica Problem-Based Learning (PBL)

L’approccio classico alla didattica vede in primo luogo la trattazione degli aspetti teorici per poi, se c’è tempo, affrontare l’applicazione pratica degli argomenti trattati.

Spesso, quasi sempre, l’aspetto teorico è il solo ad essere trattato e l’applicazione pratica è inesistente nei percorsi formativi delle varie discipline.

Partendo da questa considerazione, supportati dalla teoria del Problem-Based Learning (PBL), abbiamo deciso di trattare in una classe quinta, l’argomento “Trasduttori-Sensori” partendo dalla risoluzione di un problema: il controllo tramite Arduino di un modellino di auto che faceva uso di vari trasduttori.

Il metodo PBL richiede un nuovo approccio all’insegnamento. Il docente non deve focalizzarsi sul trasferimento di sapere (le fonti su internet sono innumerevoli) ma diventare piuttosto un allenatore che dà consigli mirati su come arrivare al risultato. La tecnologia è, infatti, in evoluzione così rapida che non è raro che in un anno uno studente superi il proprio insegnante. L'attività laboratoriale permette agli studenti di giungere mediante l'esperienza diretta e personale a poter formulare deduzioni e ipotesi per trarre conclusioni.

I gruppi collaborativi fanno circolare in modo rapido le conoscenze (Cooperative Learning) di ciascun studente, ricreando un contesto di cooperazione simile a quello professionale nel quale presumibilmente saranno destinati ad operare.  La condivisione degli obiettivi che il modello collaborativo richiede a ciascun membro rappresenta, infatti, l'occasione per formare i ragazzi alle responsabilità individuale e di gruppo e rinforzare le loro abilità sociali.

Nel lavorare in modo collaborativo il discente acquisirà proprietà di linguaggio, arricchirà il proprio lessico, imparerà ad affrontare i problemi ed a risolverli insieme ai compagni di classe. Tutto ciò nella speranza e nella convinzione che "apprendere a risolvere problemi significa apprendere a vivere".

La didattica del Problem-Solving permette, infatti, al discente di capire il gap tra la situazione reale e la situazione desiderata e la mente si  attiva per il suo superamento.

Il metodo di cui sopra è stato utilizzato, in via sperimentale, all’IIS Ferrari di Maranello dove una classe quinta (indirizzo Manutenzione ed assistenza Tecnica) ha affrontato l’argomento Sensori-Trasduttori partendo dall’aspetto pratico e non da quello teorico.

I risultati raggiunti, in termini di partecipazione e motivazione da parte degli alunni, ci spingono a riprovare e ampliare detta sperimentazione, presentando un progetto che vede l’utilizzo di Arduino e diversi Sensori-Trasduttori applicati alla mobilità senza Driver.

Il Progetto è stato battezzato Driving Without Driver ovvero DriWiDri (Guida Senza Guidatore).

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